Di quale cernia si tratta?

Cernia… sì, ma quale cernia, che specie?
Poche cose ci danno più fastidio di un briefing pre-immersione in cui la guida dice “vedremo delle cernie”. Perché cernia vuol dire tutto e non vuol dire niente, e a noi piace dare nome e cognome (quando li conosciamo!) a ciò che vediamo.
In questo articolo descriviamo le 3 principali specie dei nostri mari: la bruna, la dorata e la rossa.

Cernia bruna (Epinephelus marginatus)

Cernia bruna

(Epinephelus marginatus)

  • Phylum

    Chordata
  • Classe

    Actinopterygii
  • Ordine

    Perciformes
  • Famiglia

    Serranidae
  • Genere

    Epinephelus
  • Specie

    E. marginatus
Cernia bruna (Epinephelus marginatus) © Bruno Pitruzzella
Cernia bruna (Epinephelus marginatus) © Bruno Pitruzzella
Livree della cernia bruna (Epinephelus marginatus), da Zabala et al. (1997)
Livree della cernia bruna (Epinephelus marginatus), da Zabala et al. (1997)

La cernia bruna (Epinephelus marginatus) è certamente la più iconica e anche la più geograficamente diffusa fra le cernie del Mediterraneo. Livrea di un bel marrone con più o meno numerose chiazze giallognole, labbroni da africano, occhio vispo: chi non ne ha mai visto una, perlomeno in foto?

La cernia bruna ha una vita sessuale che alcuni forse invidierebbero. Nasce femmina, partiamo da qui. Ma poi, generalmente fra i 9 e i 12 anni di vita (60-70 cm di lunghezza), decide di diventare… maschio! Questo comportamento, detto ermafrodita proteroginico e alla fin fine abbastanza diffuso nei pesci, non è però scontato: se infatti nella sua “comunità” ci sono già abbastanza maschi, la cernia femmina può ritardare anche notevolmente il cambio di sesso, adattandosi dunque al contesto sociale.

La riproduzione, poi, è uno spettacolo per chi ha avuto la fortuna rarissima di assistervi. Si pensa che un maschio debba avere un harem di 10 donnine per garantirsi il massimo successo riproduttivo. Nel pieno dell’estate, con la luna nuova e nei minuti subito precedenti o successivi al tramonto, il maschio comincia a strusciarsi con le sue femmine, in genere una a una. Poi, quando ha l’intuizione giusta, insieme alla compagna prescelta fa un guizzo verticale tipo siluro, a spirale antioraria, e, sempre al di sopra del termoclino (nell’acqua calda, dunque), la coppia emette i gameti contemporaneamente.
Ma anche qui il processo non è sempre così ben definito: le compagne prescelte possono anche essere due (o più?) contemporaneamente, oppure il maschio può fare la sua spirale in successione con compagne diverse; infine, tali evoluzioni a volte si rivelano delle “finte”, non terminano cioè con l’emissione dei gameti.

Questi gameti, fra l’altro, sono immediatamente preda di altri pesci (anche questo processo non è raro sott’acqua). Su tutti le occhiate (Oblada melanura), che presentendo l’umore arrapato delle cernie si appostano per avventarsi sull’eventuale nuvola di sperma e uova. Quelle poche uova fecondate che sopravvivono resteranno pelagiche (passive in balia delle correnti, cioè) per un mesetto circa, prima che i cerniottini possano nuotare per trovarsi un angolino a pochissimi metri di profondità, di preferenza fra sassi e piccoli scogli. Cerniotto che avrà poi tempo per raggiungere fino a 50 anni di età!

L’altro aspetto geniale delle cernie brune è il cambiamento della livrea. Nella foto gli studiosi ne hanno contate almeno 8. Le prime due sono quelle “normali”, le tre successive dipendono dall’umore (paura, aggressività) e possono cambiare nel giro di un secondo!, mentre la sesta è quella tipica del grande maschio dominante, quello che ha l’harem giusto, per intenderci. Meno chiaro è infine il ruolo delle ultime due.

Nel video qui sotto, infine, girato nel mese di giugno a Ustica, siamo riusciti a immortalare un harem a pochi giorni dalla luna vuota e dunque dalla riproduzione. In due momenti si vede chiaramente il maschio dominante “strusciarsi” contro una femmina e contemporaneamente cambiare la livrea, “indossando” appunto la numero 6 della figura più su.

Dotto (Epinephelus costae)

Dotto

(Epinephelus costae)

  • Phylum

    Chordata
  • Classe

    Actinopterygii
  • Ordine

    Perciformes
  • Famiglia

    Serranidae
  • Genere

    Epinephelus
  • Specie

    E. costae
Dotto (Epinephelus costae), esemplare giovane © Elisa Manganelli
Dotto (Epinephelus costae), esemplare giovane © Elisa Manganelli
Dotto (Epinephelus costae), maschio riproduttore © Bruno Pitruzzella
Dotto (Epinephelus costae), maschio riproduttore © Bruno Pitruzzella

Andiamo alla cernia dorata o dotto (Epinephelus costae), che come la cernia rossa preferisce le acque più calde del bacino orientale del Mediterraneo e delle coste meridionali. In Sicilia, infatti, entrambe sono fortemente presenti, a differenza del nord Italia o delle coste francesi, per esempio. Anche lui cambia sesso, intorno ai 6 anni e sempre in base al contesto sociale. Se le cernie brune, specie i maschi, sono solitarie ed estremamente territoriali nei pressi della loro tana, il dotto è certamente un po’ più nomade: non solo non è raro trovarlo anche a mezz’acqua, ma a volte si concede perfino delle passeggiate di gruppo.

Con dotti relativamente piccini ci è successo più volte qualcosa di buffo e inspiegabile. Il dotto ci ha puntato dritto nella maschera e si è avvicinato fino a toccarla, letteralmente, col muso. Così ha continuato per un po’, seguendoci perfino quando noi stessi avevamo deciso di proseguire.

Quanto alle livree, i giovani e le femmine hanno 5 o 6 caratteristiche bande longitudinali di un marrone più chiaro. Il maschio dominante, invece, le perde completamente acquistando una colorazione chiarissima sul ventre e soprattutto un’inconfondibile macchia gialla dietro l’opercolo (la parte del corpo che copre le branchie) come in foto.

Cernia rossa (Mycteroperca rubra)

Cernia rossa

(Mycteroperca rubra)

  • Phylum

    Chordata
  • Classe

    Actinopterygii
  • Ordine

    Perciformes
  • Famiglia

    Serranidae
  • Genere

    Mycteroperca
  • Specie

    M. rubra
Cernia rossa (Mycteroperca rubra) © Bruno Pitruzzella
Cernia rossa (Mycteroperca rubra) © Bruno Pitruzzella

La cernia rossa (Mycteroperca rubra), infine, ha un corpo nettamente più sottile, più scuro a parte le macchiette grigie, e la mascella inferiore è talmente sporgente che a noi fa pensare a Marlon Brando nel “Padrino”. Ma è dissimile dalle altre soprattutto per la socialità che, come si vede nel video, le porta spessissimo a muoversi in banchi, che gravitano a mezz’acqua e spaventano la mangianza. L’ermafroditismo proteroginico è identico a quello delle altre due cernie mentre non si conoscono particolari cambiamenti di livrea.

Tutte e tre queste cernie si cibano di pesciolini, piccoli crostacei, molluschi e, nel caso dei dotti, ascidie. Probabilmente il piatto preferito è il polpo (mollusco cefalopode, appunto). La nostra esperienza ci dice infatti che dove ci sono tante cernie sarà difficile avvistare polpi, o perché decimati dalle cernie buongustaie o perché ben infrattati nelle loro tane al riparo da morsi…

In quale itinerario lo incontriamo?