Polpo comune

(Octopus vulgaris)

  • Phylum

    Mollusca
  • Classe

    Cephalopoda
  • Ordine

    Octopoda
  • Famiglia

    Octopodidae
  • Genere

    Octopus
  • Specie

    O. vulgaris

Il polpo comune (Octopus vulgaris) è un mollusco cefalopode che, a differenza della maggior parte dei molluschi e perfino dei suoi compari seppia e calamaro, non possiede alcuna struttura rigida o conchiglia. Per questo, oltre a possedere uno spiccato mimetismo cromatico, sfoggia un eccezionale mimetismo di comportamento variando la sua forma adattandosi ai substrati che incontra.
Spesso rimaniamo imbambolati a osservarlo, specie quando sentendosi minacciato dalla nostra mole si fa spuntare sul corpo rughe e spuntoni.

Possiede 3 cuori e 8 braccia (attenzione, non si chiamano tentacoli!, poiché questi ultimi hanno le ventose solo all’estremità!) provviste di due file di ventose, può vivere fino a 2 anni e raggiungere fino ai 10 kg di peso. Si muove sia strisciando le braccia sul fondo che tramite un sifone collocato vicino al capo, dal quale sputa acqua per la propulsione. Ma dal sifone sputa anche il cosiddetto inchiostro, liquido vischioso a base di melanina, a cui ricorre se spaventato (come nel video, girato a Lampione).

Adora i crostacei (granchi su tutti) ma anche certi molluschi, come l’orecchietta di mare (Haliotis tuberculata tuberculata) con il cui guscio madreperlaceo ama poi decorare la sua tana (è proprio cercando il luccichìo della madreperla che molti pescatori lo scovano, infatti).
E proprio perché adora i molluschi certi polpi sono… cannibali. Sì, predano i propri simili, purché più piccoli, e dopo averli soffocati li mangiano lentamente.

Il polpo vive una vita completamente solitaria, cercando il partner solo al momento dell’accoppiamento.
La femmina, una volta appeso il grappolone di uova in un buco ben protetto, lo ossigena continuamente “pompando” col sifone. Non si allontana mai dall’antro tanto che, alla schiusa, muore quasi sempre di fame, mischina…

Maschi e femmine, d’altronde, sono quasi identici esteriormente. Quasi… Già, perché il maschio possiede un braccio speciale, detto ectocotile, che usa per infilare lo sperma all’interno della femmina. Tale braccio è generalmente un po’ più corto degli altri e l’ estremità è priva di ventose.

Piccola curiosità: esiste una buffa simbiosi fra polpi e sciarrani (Serranus scriba). Quando il polpo esce dalla tana per le sue scorribande uno o più sciarrani lo seguiranno immancabilmente, sperando di approfittare di qualche resto di cibo del compare-polpo. E il polpo, trae anche lui vantaggio dallo sciarrano? Forse; potrebbe darsi infatti che certi comportamenti dello sciarrano lo avvisino in anticipo sulla presenza di predatori, permettendogli di nascondersi e farla franca.

Soprattutto, i polpi sono bestiole intelligentissime, le più intelligenti fra gli invertebrati marini!

In quale itinerario lo incontriamo?

  • Rotta del tonno
  • Quasi tropici
  • A casa di Eolo